Scream
Ho una specie di grido interiore che va avanti ininterrotamente.
Nel silenzio il suo stridere e' a tratti insopportabile.. non ha senso, non ha sostanza.. e' insofferenza a tutto cio' che intorno a me viene considerato "vita".
Vorrei dar voce al grido, ma sono sfiduciato, non c'e' nessun tipo di merito in questo.
Non ho la risposta in tasca, cazzo, pero' non e' questa.
Non e' questa.
Musica, ho bisogno di musica, di poesie, di pensieri.
Voglio scambio di idee, sentimenti.
Voglio sentirmi umano, non un derivato sociale.

10 commenti:
Che cosa vuol dire che "non c'è merito"? Che merito ci vuole per dare voce a sè stessi?
P.S. Non sono lo stesso anonimo che ha postato poco sopra...
In realta' mi riferivo ad una cosa diversa... non c'e' merito ad essere nella mia situazione. Percepire delle storture e soffrirne.. cosi' ci si complica soltanto la vita, che invece va assaporata in altri aspetti.
PS: non e' bislacco specificare parte della tua identita' di anonimo?
Ho capito, bè, alla fine anche percepire le storture è utile (entro certi limiti ovviamente), ci insegna ad apprezzare tutto il resto. Il problema nasce nel momento in cui percepisci la stortura e non dai sfogo al grido che hai dentro, non puoi dire che "così ci si complica solo la vita", la vita ce la si complica quando si ignorano i gridi che si hanno dentro, non puoi fingere che la cosa non abbia importanza perchè il fatto che tu ne soffra dimostra che per te, evidentemente, di importanza ne ha eccome. Perchè non gridare? Ne abbiamo il diritto tutti.
Per quanto riguarda il ps, dipende dalla misura in cui vuoi rimanere anonimo.
Non sto dicendo che la soluzione sia ignorare il grido, assolutamente.. pero' contro certi stati non si puo' combattere.
Bisogna scegliere le proprie battaglie.. non in maniera vigliacca, non dico di combattere solo quando si e' certi di vincere, ma nemmeno di buttarsi via in imprese aldila' delle proprie capacita'.
Il grido e' un sintomo, ma cambiare il mondo non e' l'unica cura.
PS: e che differenza c'e' nell'essere anonimo come quello di sopra o come te? (aldila' del tuo scrivere in maniera piacevole da leggere, quantomeno)
E' vero, non vale la pena di consumarsi in certe imprese, specie se il beneficio che trarremmo da un eventuale successo è inferiore al logoramento che tale impresa comporta. E sì, il grido è un sintomo, di una vulnerabilità che viene messa allo scoperto e colpita dalla situazione attuale. E allora, forse la soluzione migliore è quella di eliminare questa vulnerabilità.
Ma penso che il grido vada comunque liberato, non nel senso che bisogna cercare di fare attivamente qualcosa per cambiare la situazione, ma nel senso che bisogna sfogare il proprio dolore, ascoltarlo, lasciarsi cullare da esso per un po', e poi lasciarlo andare. Paradossalmente, penso che provare dolore faccia parte della cura, è il punto di inizio.
Che differenza c'è tra il mio essere anonimo e quello della persona sopra? Bè, quella persona non mi sembra poi così anonima, a differenza di me, credo.
Rieccomi dopo una breve vacanza a Bologna, terminata con un mio improvviso rientro. Peccato.
Innanzitutto vorrei risponderti che a differenza di cio' che dici, mi sembri molto meno anonima tu, che l'individuo di sopra.
Ho letto attentamente il tuo pensiero, lo terro' a mente in questo periodo di metamorfosi.
PS: perche' mai ti piace rimanere anonima?
Mah, in realtà volevo solo esprimere un mio pensiero in modo "asettico".
Diamine.. ultimamente stanno svendendo questa parola o cosa?
Leggo "asettico" di continuo.. Boh?
Boh, a me lo chiedi? Non ricordo più l'ultima volta che ho detto asettico, avevo quasi scordato l'esistenza di questa parola.
Cmq io quello che volevo dire l'ho detto, non ho motivo di continuare a postare qui.
Amen.
Dovro' pur mandare avanti la baracca, in effetti.
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